Storia

  • 1945

    La nascita di un grande sogno

    Le vicende della famiglia Verga nell’affascinante mondo dell’orologeria cominciano nel lontano dopoguerra, proprio a partire da una data storica: il 25 aprile del 1945. Una data memorabile per l’Italia intera e per Valerio Verga, una data mai dimenticata: il giorno della Liberazione dell’Italia, il giorno in cui finalmente un lungo incubo arrivò alla fine. E dopo il 25 aprile è il 29 un’altra data indelebile nella memoria di Valerio Verga, il giorno in cui ebbe inizio la storia di una lunga tradizione milanese, la storia di una dinastia.

    Fu nella tarda mattinata di quel giorno che una Jeep si fermò in Largo Santa Margherita-angolo Tommaso Grossi dove, pur essendo a due passi dalla Galleria, un edificio si era salvato dai bombardamenti e dove si trovava l’orologeria Giudici, un negozio antico e molto rinomato: dall’automezzo scese un americano in divisa, ma non era un soldato, bensì un reporter al seguito delle truppe, il quale entrò e tra mezze frasi e gesti fece capire d’avere l’orologio guasto chiedendo che gli venisse aggiustato. Operazione che venne subito intrapresa dal direttore della ditta in persona: quell’uomo era Luigi Verga, che procedette alla riparazione sotto gli occhi del figlio Valerio, che da dietro il bancone, seguiva tutte le fasi dell’accomodatura.

    Fu in quel giorno, infatti, che Valerio, forse leggendo nei pensieri del padre, cominciò anche lui ad accarezzare un sogno: quello di avere un negozio tutto suo, anzi tutto loro, un negozio firmato Verga.

  • 1947

    Il sogno diventa realtà

    La storia dell’Orologeria Verga è animata da grande passione e professionalità, si snoda da più di 60 anni e coinvolge tre generazioni. Capostipite dell’Orologeria è Luigi Verga, grande maestro orologiaio. Dopo anni di esperienza come direttore e capo del laboratorio tecnico d’assistenza presso l’Orologeria Giudici, maturata una solida esperienza sia commerciale sia tecnica, e decide di coronare il sogno di creare un’attività tutta sua.

    È il 1947 quando Luigi Verga apre il suo punto vendita di 25 metri quadri: una sola vetrina affacciata su via Mazzini (anche se la toponomastica milanese vuole che l’indirizzo postale sia ubicato in via Dogana 3). Il nome Verga non appare ancora sul negozio, dove ci sono soltanto tre insegne: una con la corona a cinque punte sormontante la scritta Rolex, una con la scritta Vacheron et Constantin; più in basso, proprio sulla cornice della vetrina, una terza insegna, più piccola, con il logo dell’Universal Genève. Quelli con la Vacheron et Constantin e la Rolex erano rapporti di collaborazione che Luigi aveva instaurato da tempo, dapprima come direttore della ditta Giudici e poi divenendo lui stesso concessionario della marca pressoché contemporaneamente all’apertura del proprio negozio.

    Con Leonardo Pagani della Vacheron e Franco Locatelli, distributore per l’Italia e le Colonie della Rolex e oltre che artefice del grande successo della marca nel nostro Paese, si era infatti instaurato un vero rapporto di amicizia, tanto che, per esempio, nel corso della rassegna sotto il sagrato, Locatelli aveva regalato a Valerio un orologio della collezione Oyster.

  • anni 60

    Il negozio cresce

    Gli anni ’60 si aprono in pieno boom economico e l’Orologeria Luigi Verga continua a crescere commercialmente e a ingrandirsi: le vetrine diventano due e lo spazio interno aumenta considerevolmente. C’è spazio ora per un laboratorio completo di tutte le attrezzature e Luigi Verga, da esperto tecnico, si rende conto dell’importanza del servizio di assistenza post vendita: organizza quindi un proprio laboratorio di riparazioni al piano superiore.
    La passione per le "macchine del tempo" è una tradizione di famiglia che si perpetua: Valerio Verga, figlio del fondatore, inizia ad affiancare il padre nella sua attività appena quindicenne e, giorno dopo giorno, impara a muoversi nel mondo dell’orologeria.

  • 1987

    Il consolidamento

    Gli anni ’70 e ’80 sono quelli del consolidamento dell’attività: il negozio si ingrandisce ancora e nel 1987 raggiunge una superficie di 75 metri quadri, con tre grandi vetrine che espongono le più prestigiose marche di alta gamma dell’orologeria elvetica. Anche il laboratorio delle riparazioni cresce, e vengono assunti altri tecnici orologiai. Ai nomi storici precedentemente citati si sono aggiunte nel frattempo altre marche prestigiose – Patek Philippe, Audemars Piguet, Jaeger-LeCoultre, IWC, Ulysse Nardin, Cartier, Breguet, Omega, Blancpain e Piaget – e il negozio entra così a far parte del Gotha dei negozi d’orologeria milanesi dell’epoca assieme a Fiumi, Pisa, Gobbi, Eberhard, Romolo Verga, Ronchi e Carabelli. Ma gli anni ’70 se da una parte rilanciarono l’orologeria tradizionale, dall’altra furono un’epoca molto difficile per Milano e per l’Italia tutta. Nonostante questo l’orologeria Verga riesce a superare indenne quella fase buia della nostra storia, ed è Valerio che man mano prende le redini del negozio affiancando e sostituendo sempre più spesso il padre nella gestione, vendita ed organizzazione di negozio e laboratorio. Ma di Verga dietro i tre banchi di vendita di via Mazzini e nel minuscolo salottino dove Valerio riceve i clienti particolari ce ne sono sempre due. Anche Umberto, figlio di Valerio, ha iniziato ad imparare il mestiere.

  • 1989

    Il secondo negozio

    È nel 1989, cinque anni dopo l’arrivo di Umberto in azienda - e nel tempo anche lui ne diventerà una colonna portante - che l’Orologeria Luigi Verga apre un secondo negozio: è situato sempre nello stesso stabile di via Dogana, ma si trova nella parte che fa angolo con via Cappellari e si chiama “Verga Ore Oggi”. Il negozio è specializzato in modelli giovanili dal prezzo contenuto, come Swatch e Citizen.

  • 1997

    Il terzo negozio

    Cinquant’anni dopo la prima apertura, l’Orologeria Luigi Verga affronta nel 1997 un’altra avventura: a giugno s’inaugura il terzo negozio dei Verga: il “Verga Vercelli” situato, appunto, in Corso Vercelli, una delle vie più eleganti di Milano. Anche in questo caso, come per l’esercizio di via Cappellari, lo spazio è raccolto: una sola vetrina e tre banchi di vendita. In compenso, in un ampio vano sottostante è stato attrezzato il laboratorio per il servizio post-vendita. Anche qui l’arredamento è elegante e classico, per un negozio dove vengono trattati orologi di marche prestigiose come Rolex, Audemars Piguet, Officine Panerai, Hublot, Breitling, Tudor, Tag Heuer e Baume & Mercier, con in più Pomellato, che costituisce una piccola finestra anche sul settore della gioielleria e con gli accessori della Scatola del Tempo.

    Sia l’assistenza sia l’attività svolta sono garantite dalla certificazione di qualità UNI EN ISO 9001: EDIZIONE 2008 che la Luigi Verga ha ottenuto, prima nel suo settore, a partire dal 1997.
    Anche per i figli di Valerio, Umberto e Valeria, la scelta di continuare la tradizione è stata più che naturale: Umberto è alla guida, insieme al padre, del punto vendita di via Mazzini, mentre Valeria dirige con successo il negozio di corso Vercelli.

  • 2013

    Una nuova avventura

    Nel 2013 la gamma dell’offerta è stata trasformata, andando a focalizzarsi sempre di più sul “secondo polso”. Il negozio, che un tempo si chiamava Verga Ore Oggi, diviene “Verga Luxury Watches”: non solo un nuovo nome, ma anche una ristrutturazione del negozio, sempre più raffinato e confortevole, per consentire ai clienti di scegliere con calma e relax quale orologio acquistare.

    Gli orologi di “secondo polso” che vengono proposti appartengono alle migliori marche svizzere quali Rolex, Patek Philipp, Cartier, Audermars Piguet . Non mancano modelli più tecnologici, come Citizen, ed altri più giovanili, come i gioielli della linea Dodo di Pomellato”.

  • 2014

    Una nuova concezione degli spazi

    Dal settembre 2014 il negozio storico si è ulteriormente ingrandito, conquistando quattro vetrine su Via Mazzini: non si tratta di un semplice ampliamento volumetrico, ma di una totale rivoluzione nella sistemazione e nella concezione degli spazi di vendita, del laboratorio e degli uffici. A piano terra, in un ambiente di circa 100 metri quadrati, elegantemente arredato e con mobili e pareti tutti giocati sui caldi colori del legno e del beige, si trovano tre banchi di vendita e alcuni spazi particolari: si tratta di tre salottini dedicati e riservati alla presentazione e alla vendita dei modelli d’altrettante prestigiose marche: Patek Philippe, Audemars Piguet e Officine Panerai.
    Dal piano terra un ascensore porta al primo piano, la cui pianta ricalca esattamente quella del negozio: qui sono stati allestiti, in un ambiente climatizzato e completamente rinnovato, il laboratorio del servizio post vendita, la sala riunioni e l’ufficio amministrativo, mentre il piano ammezzato è stato adibito a deposito. Attualmente le marche rappresentate, oltre a quelle già citate, sono: Vacheron et Constantin, Jaeger-LeCoultre, Breitling, Tag Heuer, Tudor, Iwc, Hublot, Bell & Ross, Corum e Montblanc, cui vanno aggiunti i gioielli di Pomellato, i gemelli di Villa Milano e gli accessori della Scatola del Tempo.

    Professionalità, serietà e competenza sono state sin dall’inizio dell’attività la base del successo dell’Orologeria Luigi Verga, ma vi è anche un altro fattore assai importante: gli intensi rapporti di amicizia personale che hanno unito e uniscono Luigi dapprima e oggi Valerio, Umberto e Valeria ai numerosi protagonisti dello sviluppo dell’orologeria in Italia

  • 2015

    Un trio per la quarta generazione

    Dopo Umberto e Valeria sono altri tre i Verga che si stanno preparando ad affrontare il futuro. Si tratta di Riccardo, Federico e Filippo, i tre figli di Umberto e della moglie, Alessandra. “Insieme con l’ampliamento del negozio storico”, dice Umberto, “cresce anche la famiglia con la sua quarta generazione. Riccardo, classe 1992, frequenta l’università, ma già da un anno viene qui in via Mazzini a dare, per ora, un’occhiata a come si svolge il lavoro e a rendersi conto delle particolarità che comporta. Federico, classe 1995, ha appena dato l’esame di maturità e dal 1° settembre viene qui anche lui a imparare il mestiere, mentre il più piccolo, Filippo, (classe 1999), per ora ama solo il basket e non sembra ancora interessarsi molto al mondo delle lancette, ma diamo tempo al tempo”.